MEMORIAL CLAUDIA SPINELLI
Domenica 3 giugno si è svolto a Pisa, organizzato dalla società CRESCO PATTINAGGIO, il quindicesimo Trofeo Memorial “Claudia Spinelli”. Forse non tutti lo sanno, ma si tratta di una competizione di pattinaggio artistico molto importante a livello nazionale, aperta agli atleti iscritti alla federazione di settore (la F.I.H.P, Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio). Anche se interessa uno sport considerato minore, è una delle più importanti manifestazioni sportive che si svolgono nella nostra città, per ricordare un’atleta e una insegnante che allo sport ha consacrato tutta la sua breve vita, Claudia Spinelli.
Nata nel 1967, Claudia aveva cominciato a pattinare a otto anni, raggiungendo subito importanti risultati in tutti i campionati di federazione. A soli quindici anni, nel 1981 si era dedicata all’insegnamento della sua disciplina in una piccola società (allora si chiamava CRESCO ORATOIO) che contava neanche una decina di iscritte, e nel giro di pochi anni era riuscita a farne una società di rilievo a livello nazionale, con più di sessanta iscritte, molte delle quali ai vertici delle classifiche di categoria. A soli trent’anni, nel 1997, viene stroncata dalla meningite; ma la sua storia non è terminata, perché i suoi genitori, Ivo e Silvana, hanno deciso di proseguire la sua opera e hanno continuato a tenere in piedi la società avviata da Claudia, che è oggi ai vertici del pattinaggio artistico nazionale e conta più di settanta atleti. È una storia dimenticata dai più, quella di Claudia, ma che forse merita di essere ricordata: perché è una storia esemplare di passione per lo sport e – soprattutto – di dedizione all’insegnamento dello sport. A Claudia piaceva pattinare, ma soprattutto piaceva insegnare a pattinare: riusciva ad avvicinare a questa disciplina (estremamente impegnativa, per chi non lo sapesse) anche le bimbe più piccole, riusciva a trasmettere alle sue atlete la sua passione, a vivere con loro, sulla pista di pattinaggio ma anche oltre. È questa l’eredità che ancora oggi contraddistingue la società CRESCO e che guida la sua allenatrice, Veronica Micheletti, anche lei grande atleta e grande insegnante: la passione e la dedizione per lo sport, inteso come disciplina fisica, ma anche come occasione di crescita e di maturazione individuale, come percorso di ‘educazione’ nel senso più ampio del termine.
Per questo il Trofeo è per la CRESCO un momento importantissimo. In primo luogo sul piano agonistico: quest’anno hanno partecipato ben novanta atleti che hanno gareggiato suddivisi in diciotto squadre, provenienti per la maggior parte dalla Toscana (Siena, Massa, Livorno, Calenzano, Prato, Carrara), ma anche da fuori regione. E proprio la squadra napoletana (dello Skating Club Edenlandia) si è aggiudicata la vittoria, conquistando il quindicesimo trofeo (nell’albo d’oro le più recenti vittorie sono della Primavera Prato e della Cresco), mentre la Cresco (in cui hanno gareggiato Alexia Cavini, Sara e Giada Andreotti, Lroenzo Tamburri, Giulia Ghignola, Alessandra Sodini, Anna Gori, Federica Ricci, Veronica Sorrentino e Federica Dini) ha sfiorato la vittoria, classificandosi con le sue due squadre al secondo e all’ottavo posto.
Ma il Trofeo è un momento importante non solo sul piano strettamente agonistico, bensì anche come occasione di unione all’interno della società: tutte le bimbe hanno infatti partecipato al collettivo finale, un’esibizione di una quindicina di minuti, dietro la quale ci sono lunghe ore di prove e di lavoro comune. Anche questo serve: può insegnare ai nostri ragazzi che c’è qualcosa che va oltre la soddisfazione facile e immediata, qualcosa che si ottiene con l’impegno, con lo sforzo, con la dedizione. Perché, come diceva Calvino, in questo nostro mondo sempre più sciatto e distratto, interessato solo ai beni e ai piaceri facili da raggiungere e altrettanto effimeri, bisogna “diffidare della facilità, della faciloneria, del fare tanto per fare”, ma “puntare sulle cose difficili, eseguite alla perfezione”, sulle “cose che richiedono sforzo”. Lo sport, se praticato con passione, con entusiasmo, con correttezza, si può rivelare un’arma vincente; è questo l’obiettivo ideale che la CRESCO si propone, al di là delle gare, delle vittorie e delle sconfitte, così come è scritto nelle sue origini, così come Claudia l’aveva voluta.